AVVISI E APPUNTAMENTI DAL 23 MARZO AL 7 APRILE 2011

NEWS

[Aggiornamento: Genova, 6-10 APRILE 2011]

AVVISI

  1. Giovedì 7 aprile 2011 ore 17,30, Genova al Quadrivium (saletta al 1° piano) conferenza su «La Chiesa nel Centro Storico», organizzato dall’UCAI Associazione Cattolica Artisti Italiani, Sezione di Genova.
  2. Sabato 9 aprile 2011, ore 17,30 in San Torpete, Piazza San Giorgio, concerto del «Il Cerchio Ornato» per flauto dolce  (Katharina Aberer) e clavicembalo (Stefano Peruzzotti) che eseguirà musiche di Benedetto Marcello, Domenico Scarlatti, Georg Philipp Telemann, Francesco Barsanti, Johann Sebastian Bach.
  3. Domenica 10 aprile alle ore 10,00 nella Messa, ricorderemo il 2° compleanno di Ludovica Robotti, la nostra ispiratrice e la nostra profetessa che ci guida nel non facile cammino di accostare le persone e le famiglie che hanno bisogno. Quanto prima invierò una scheda puntuale sull’attività svolta e sui nostri obiettivi. In occasione del 10 aprile presenteremo in forma ufficiale il logo dell’Associazione che Luisa Gatto, grafica nostra cara amica, ci ha regalato.
  4. Venerdì 15 – Domenica 17 aprile 2011 a Reggio Emilia «Giornate sulla laicità»; Venerdì 15 aprile ore 21, Università di Modena e Reggio Emilia, Aula 2, Dibattito su «Cattolici o clericali?» tra Valerio Onida, Gabriella Caramore e Paolo Farinella, prete.
  5.  Domenica 17 aprile: Domenica delle Palme: Messa ore 10,00.

SETTIMANA SANTA IN SAN TORPETE A GENOVA:

–          GIOVEDI SANTO 21 APRILE 2011, ORE 17,30:          Memoriale della Cena del Signore
–          VENERDI SANTO 22 APRILE ORE 17,30:                     Liturgia aliturgica.
            –         SABATO SANTO 23 APRILE ORE 21,00:                        Veglia pasquale, la Madre di tutte le veglie.
            –         DOMENICA DI PASQUA, 24 APRILE: ORE 10,00:      Liturgia pasquale
            –         LUNEDI DELL’ANGELO, 25 APRILE ORE 10,00:       Primo giorno dell’Ottava di Pasqua

«Il pacco del mercoledì» 23-27 febbraio 2011 di Paolo Farinella, prete

«Il pacco del mercoledì»  di Paolo Farinella, prete – Genova 23-27 febbraio 2011

 E’ ATTIVO IL MIO SITO WEB: www.paolofarinella.eu 
dove alla finestra «BLOG» potete trovare:

  1. Alla finestra «Il Pacco del Mercoledì»: vi trovate naturalmente Il pacco.
  2. Alla finestra «News e Appuntamenti»: con avvisi e incontri vari in giro per l’Italia.
  3. Alla finestra «Liturgia»: trovate la liturgia di domenica 27 febbraio e anche quella di domenica 6 marzo 2011 e anche l’archivio di tutte le domeniche precedenti.
  4. La prossima settimana non potrò spedire il “pacco”, perché sono a Palermo per diversi giorni. 

Spedisco a 1.697 e-mail personali. Continuerò a spedire ancora per qualche mese, poi chi vuole può consultare il sito, agevolmente. Manterrò la mailing-list in caso di necessità impellente (come invito a fare baldoria alla caduta di Berlusconi).

Chi volesse essere inserito nella lista della liturgia (almeno per ora), basta che invii una e-mail personale con Nome Cognome e Città a paolo_farinella@fastwebnet.it

AVVISI E APPUNTAMENTI 

  1. Visitate il sito dell’Associazione «Ludovica Robotti – San Torpete». E’ ancora in evoluzione, ma il cammino si apre camminando. Potete finalmente conoscere in foto «Ludovica» la nostra ispiratrice e la nostra forza. La foto la ritrae pochi giorni prima di morire.   Il sito è opera di Alessio Ursida Parisi di Genova a cui va il mio plauso e la mia riconoscenza. Ecco il link: ludovicarobottisantorpete.jimdo.com
  2. E’ sempre attivo un sito di servizio http://www.genovasolidale.altervista.org/ dove troverete gli indirizzi, i posti, i servizi di Genova città solidale: utile a chi ha bisogno, agli stranieri, ecc. Vi si trovano anche i centri di raccolta e distribuzione vestiti.
  3. Sabato 26 febbraio, alle ore 17,30 in San Torpete, concerto per (Antonio Frigè) organo e tromba naturale (Gabriele Cassone).
  4. Domenica 27 febbraio 2011 alle ore 10,00 ricordiamo Mago Pasticca, Mario Arcangeli nel 1 anniversario della sua morte.
  5. Lunedì 28 febbraio 2011 alle ore 18,30 sarò a Palermo presso il salone della Chiesa Valdese, Via dello Spezio 43 (dietro il Politeama), organizzato da «Voci di Cittadinanza Attiva», incontro su  «Etica e Politica». Intervengono Paolo Farinella, prete, il Pastore  Giuseppe Ficara  e il Prof. Salvo Vaccaro.
  6. Martedì 1 marzo 2011 alle ore 17,30 nella Chiesa di San Giovanni Decollato, Piazza omonima – Palermo (accanto alla Questura), incontro sul tema «La sfida del dialogo interreligioso».  Intervengono: Stefano Di Mauro, Rabbino della comunità ebraica di Siracusa; Giuseppe Ficarra, Pastore della chiesa Valdese di Palermo, Giuseppe Dispoto, Resp. Comunità religiosa islamica italiana; don Paolo Farinella prete della Chiesa cattolica di Genova.
  7. Mercoledì 2 marzo 2011, ore 21,00 a Palermo presso il salone della Chiesa di San Francesco Saverio all’Albergheria, organizzato dal prof. Augusto Cavadi, filosofo e teologo, incontro colloquio sul tema: «Ragionando di teologia e amenità».
  8. Il giorno 3 febbraio 2010 è morta Ludovica Robotti. In occasione del suo 2° compleanno incompiuto che quest’anno sarebbe stato lunedì 11 aprile 2011, d’accordo con i genitori e i nonni, ricorderemo Ludovica Domenica 10 aprile alle ore 10,00 in San Torpete Messa nel 1° anniversario della nascita di Ludovica Robotti, morta il 3 febbraio.
  9. Lunedì 7 marzo 2011 alle ore 17,30 in san Torpete: Messa di trigesima per Nanni, marito di Maria Pia.

Associazione «Ludovica Robotti – San Torpete»: cosa fa e come opera

Facciamo piccoli prestiti, paghiamo bollette di luce, di gas, di acqua, di affitti, blocchiamo sfratti, aiutiamo giovanissimi studenti a continuare gli studi, salvando così il futuro nostro e dei nostri figli. Siamo una goccia nel mare del bisogno che si estende sempre più, sempre più grave. Prevalentemente operiamo a Genova, ma don Paolo aiuta anche alcune famiglie di fuori Genova che consoce personalmente.

Tutte le richieste devono essere verificabili perché anche nell’aiutare gli altri è necessario «avere metodo», altrimenti si scade nell’elemosina spicciola che perpetua il disagio e non risolve nulla. Nella Chiesa di San Torpete non si fa elemosina e quindi non si danno spiccioli « a nessuno», nemmeno se a chiederli fosse Gesù Cristo.

Seguiamo due vie: quella del Centro di Ascolto vicariale di zona dove convergono le parrocchie e l’Associazione «Ludovica Robotti – San Torpete» che ascolta le persone attraverso un colloquio informativo con un’assistente sociale (socio) e un membro del consiglio direttivo, a cui, entro pochi sismi giorni segue la riunione della Commissione deliberante che esamina la richiesta, la valutazione del colloquio previo e decide il tipo di intervento.

Desidero ringraziare tutti coloro che ci aiutano con il loro contributo, annuale, periodico o mensile: ci permette di essere presente e di risolvere situazioni disperate. Riceviamo contributi da Genova, dalla Liguria, dall’Italia, dall’Estero perché sentiamo che le persone si fidano e noi garantiamo una gestione di assoluta trasparenza e responsabilità. Tutti i nostri interventi avvengono tramite banca (banca Etica) per cui tutto è documentabile, al centesimo.

Chi volesse aiutarci può farlo con uno dei seguenti strumenti:

Associazione di promozione sociale «Ludovica Robotti – San Torpete»
c/o Parrocchia S. M. Immacolata e San Torpete – Via delle Grazie 27/3 – 16128 Genova
E-mail: paolo_farinella@fastwebnet.it – CF 95138500103 

  1. Bonifico bancario
    Codice Iban: IT87D0501801400000000132407 – Per l’estero, Codice Bic: CCRTIT2T84A
    c/o la Banca Etica, Via San Vincenzo 34R – 16121 Genova.
  2. Bonifico postale
    Codice Iban: IT 10 H76 0101 4000 0000 6916331
    Codice BIC/SWIFT; BPPIITRRXXX
  3.  Conto Corrente Postale N. 6916331 intestato a: Associazione Ludovica Robotti San Torpete


PIO ALBERGO TRIVULZIO di MILANO LA CAPITALE IMMORALE

Genova – 23 febbraio 2011. – Il 17 febbraio 1992 Antonio Di Pietro coglieva con le mani nella marmellata Mario Chiesa, il «mariuolo» (copyright di Craxi). Si scoperchiò Tangentopoli e iniziò il risanamento di Mani Pulite. Allora la destra e la Lega erano tutti schierati con i magistrati e Di Pietro era un santo taumaturgo, invocato sei volte al giorno prima e dopo i pasti principali e anche nei sogni notturni. Oggi a distanza di 18 anni, con ben 17 anni di presenza berlusconista, si ritorna al «principio»: la corruzione aumenta secondo la Corte dei Conti del 30%. Nel frattempo i governi di Berlusconi hanno eliminato il falso in bilancio e tutte le leggi che combattevano la corruzione e la malavita organizzata e personalizzata. Tutto come prima e peggio di prima. Oggi la destra e la Lega sono contro i giudici e vogliono impedire che si scoprano i delitti, i corrotti e i ladri.

Il Pio Albergo Trivulzio è stato fondato nel 1766 da Tolomeo Trivulzio che lasciò tutto il suo patrimonio per costruire un «Albergo» (all’epoca un ospizio) per anziani e specialmente poveri. Nel corso dei secoli molti milanesi e non hanno lasciato rendite, patrimoni, case, lasciti per incrementare il servizio ai poveri della città. La «Baggina» insieme ai «Martinitt» come è chiamato a Milano il «Trivulzio» è una istituzione familiare di cui i Milanesi onesti si fidano e si affidano. Poi vennero i politici sporchi, quelli che «si bevvero anche Milano» e cominciarono ad arraffare anche i poveri, le loro coperte, i loro sandali e oggi gli empi hanno avuto ragione del Pio. Il patrimonio dei poveri è a servizio dei ricchi; i ricchi prosperano sulla povertà dei disgraziati. Tutto si sono mangiati anche le offerte che la gente raccoglie privandosi a volte anche del necessario. Non so se i nazisti fossero più colpevoli di questi codardi e assassini perché mangiare la minestra del povero per favorire un ricco significa uccidere il povero e ingrassare il ricco.

Nessuno casa dei poveri deve essere affittata o venduta ai ricchi, ma devono sempre, sempre e sempre essere impegnate per ospitare poveri e anziani come voleva il fondatore e come esige la coscienza morale, a dispetto di lestofanti che pur di fare soldi farebbero sapone delle loro madri.

Questa lurida e laida e indecorosa storia di comune malaffare si può sintetizzare così: i poveri mantengono i ricchi e ricchi dormano nelle case dei poveri per potere accumulare senza sosta e senza decoro. Chiudo con una massima che mi viene sempre in mente ogni volta che leggo o vedo cose del genere e scusate se uso due parole da strada, ma molto istruttive e immediate: se la merda fosse oro, i poveri nascerebbero senza culo. Fino a questo punto è degradata l’Italia timbrata Berlusconi! Se non ora, quando?

 CARDINALI CONCORDATARI CIECHI E PAVIDI
di Paolo Farinella

 Genova-Assisi 18-02-2011.- Oggi mi trovo ad Assisi per un incontro sulla Bibbia. Dopo una visita alla basilica e alla tomba di San Francesco, rientrato in albergo vedo un tg del tardo pomeriggio che mi offre l’immagina dissacratoria che temevo. La celebrazione dell’82° anniversario dei Patti lateranensi alla fine si è tenuto nell’ambasciata italiana con le massime rappresentanze tra i due stati: Italia e Vaticano. Tra tutti splendeva lui, il debosciato, beatamente stravaccato tra Bagnasco alla sua destra e Bertone alla sua sinistra. Tre ladroni, senza Gesù Cristo. Bertone parlava sempre ostentatamente con il presidente della Repubblica, Napolitano, e Bagnasco subiva le avances di Berlusconi senza potersi esimere. Berlusconi, come sempre privo di ogni qualità morale e istituzionale mirava all’effetto che fa in tv e si mostrava oscenamente con le gambe accavallate ad incalzare Bagnasco, il cui disagio era palpabile (almeno a vedere la tv). Timido di suo, cercava di mantenere il contegno di chi è lì controvoglia, ma non ha fatto l’unica cosa che doveva: alzarsi e andarsene dicendo: «Abbiate pazienza! Con un magnaccia proprio non me la sento! E’ più forte di me. Mi scusi, presidente Napolitano, ma io devo andare.

Una volta si diceva che la diplomazia vaticana era la «mejo der monno» perché tutto era calcolato al millesimo del micron di secondo. Nulla sfuggiva alla perfidia clericale. Oggi, ne sono convinto, questa leggenda metropolitana ha messo a nudo l’imperizia e le scempiaggine di un manipolo di preti che si credono intelligente, mentre sono solo pasticcioni improvvisatori e senza lungimiranza. Dovrebbero pensare e agire con i criteri del Regno di Dio, si sono ridotti a misurarsi con il sultanato degenere di Berlusconi. Papa Leone fermò Attila, con le nudità delle sua mani e armato della stola di pontefice, ma con alle spalle Pietro e Paolo, invisibili, ma presenti. Papa Benedetto manda emissari insipienti a stringere le mani di chi è accusato di favorire e sfruttare la prostituzione di minorenni. Leone fu grande, Benedetto vive e respira in «sedicesimo».

Il Vaticano ha chiesto che la cerimonia si svolgesse a livello di rappresentanze senza colloqui privati tra Berlusconi e Bertone, come di prassi, in quanto era l’occasione non tanto per uno scambio di vedute, quanto piuttosto per intrallazzi di compravendita di stampo ignobile: noi ti sosteniamo, tu ci dài. Per dare un «forte segnale» al Paese di dissociazione dai comportamenti immorali di Berlusconi i menti sopraffine vaticane hanno pensato: andiamo lo stesso, ma facciamo la faccia truce così tutti capiscono che rispettiamo «il protocollo istituzionale» tanto caro a Bagnasco, ma ci dissociamo dall’uomo Berlusconi. Ormai sono rimasti solo i cardinali di santa romana Chiesa a credere agli asini che volano e ai cavoli che crescono sotto le cicogne. Solo loro.

Il messaggio che è arrivato al Paese invece è stato devastante. Nessuno si è accorto dell’incontro mancato, ma tutti hanno visto cardinali e Berlusconi schierati insieme, seduti accanto e tutti hanno sentito il capo del governo che all’uscita dichiara: «E’ andata benissimo, come al solito».  Questo è l’essenziale. Può sudare sette camicie Bagnasco a dire che è un incontro di «prassi», che non vi è stata enfasi; il Vaticano può piangere in greco e in aramaico, ma il messaggio passato è uno solo: Berlusconi, nonostante le terribili imputazioni è stato accolto e ricevuto «come se niente fosse». Cioè: tra me e la gerarchia cattolica non c’è né ci può essere alcun tipo di problemi perché l’accordo è toltale. Loro tacciono e ingoiano tutti i rospi che voglio e gli approvo tutte le leggi che vogliono e gli do tutti i soldi che chiedono, tanto pagano gli Italioti. \Gli ultimi dati ufficiali lo confermano: diminuiscono gli studenti che si avvalgono della religione cattolica nelle scuole, di pari passo aumentano gli insegnanti di religione. La logica non fa una grinza. Se anche i preti non hanno nulla da dire!!!

Vaticano e Cei, pur di rispettare il protocollo ed essere fedeli ad un «rapporto istituzionale» hanno tradito il vangelo, la loro stessa dottrina che propugnano  quando gli fa comodo e, più di tutto, hanno tradito il loro stesso popolo che sembra si sia svegliato dal letargo virale berlusconista in cui la stessa gerarchia lo ha inchiodato per la sua miopia politica e insipienza profetica senza profezia.

Era questo il momento del colpo di coda cardinalizia e dire pubblicamente che nessuna delegazione vaticana e della Cei sarebbe andata alla cerimonia dei Patti lateranensi nell’anno di disgrazia 2011 finché il sig. Silvio Berlusconi, accusato di delitti gravissimi non si fosse fatto giudicare e non avesse chiarito la sua posizione con una sentenza di assoluzione, perché qualunque altra strategia non avrebbe fatto altro che aggravare la sua condizione di uomo (ir)responsabile del governo italiano. Chi governa deve essere un modello di moralità e il suo comportamento privato deve rispecchiare la trasparenza della sua funzione pubblica. Berlusconi è ormai l’icona degenere di un degrado istituzionale compromesso in radice: bisogna neutralizzarlo, non appoggiarlo, non rianimarlo come vuole Ruini che continua a sproloquiare di «stabilità istituzionale».

I cardinali invece, senza alcun ritegno morale e sussulto anche solo religioso, hanno preferito salvare le apparenze facendo finta di essere assenti, mentre partecipavano alla cerimonia. E’ evidente che si trovano a disagio accanto al Berlusconi magnaccia di minorenni, ma se volevano salvare il loro disagio, er loro obbligo, anzi «imperativo categorico» disertare l’insulsa e illecita raffigurazione degli scellerati «Patti lateranensi». Davanti a Dio e al loro popolo dovranno rispondere del motivo per cui hanno preferito la diplomazia e il protocollo al vangelo e alla loro stessa dottrina. Ancora una volta Berlusconi, uomo senza dignità e senza onore, senza etica e senza senso dello Stato, come si è letto anche nei documenti riservati, pubblicati da Wikileaks, si è servito di loro e per lui essere presente alla cerimonia vale una assoluzione pubblica perché tutto si gioca sulle immagini televisive.

Questa gerarchia senza fede e senza Dio ormai rappresentativa solo di se stessa e del governo Berlusconi è sempre più vicina al vuoto spinto e ha perso ogni autorità morale per parlare al popolo dei credenti o semplicemente al popolo sedicente religioso. Si sottopone a qualsiasi tortura morale pur di non rinnegare un incesto politico affaristico con un governo che dovrebbe condannare  senza riserve e senza esitazioni. Invece ci troviamo eminenti omiciattoli, parvenza di uomini vestiti da donna col pirulino rosso in testa, che fanno da coreografia come i nani e le ballerine di un qualsiasi show da avanspettacolo a fare corona al satiro dei satiri, al professionista della prostituzione, al corruttore di quelle istituzioni che la gerarchia vorrebbe onorare. I cardinali, uomini e servi per ogni stagione, non si rendono conto che il malato assatanato li sta usando senza pudore ed essi si lasciano usare, ubriachi e scomposti nel loro  «rapportarsi in maniera istituzionale» che solo loro vedono, mentre il Paese tira le conclusioni che i vescovo sono d’accordo con Berlusconi; anzi fanno finta di criticarlo, ma alla resa dei conti lo appoggiano e lo sostengono.

Seduttori si lasciano corrompere da un corrotto che si vanta di sedurre e comprare tutte le gerarchie che vuole perché egli paga con denaro sonante, firmando le legge che gli eminentisismi esigono. Il profeta Geremia poteva sospirare: «Mi hai sedotto, Signore, ed io mi sono lasciato sedurre» (Ger. 20,7); i cardinali concordatari e diplomatici ciechi e sordi allo Spirito di Dio, possono solo belare: «Ci hai sedotto, Berlusconi, è noi ci siamo fatti sedurre, ad abundantiam».

I vescovi hanno scelto la diplomazia, la convenienza, gli interessi, l’immoralità e l’interesse privato di un sudicio presidente del consiglio e noi gli neghiamo il diritto di parlarci di morale, di progetto educativo e di «principi non negoziabili» perché essi tutto hanno negoziato, anche la loro anima, anche la loro coscienza, anche quel Dio in cui dicono di credere, sapendo bene che è un espediente mercantile per ingrassare la loro vanagloria e il loro potere a spese degli Italiani che sono moralmente e politicamente colpevoli di ribellarsi, insorgendo, contro un governo e una maggioranza che li sta assassinando con il loro consenso. Cadrà Berlusconi e con lui cadranno anche i cardinali, ma per rialzarsi subito e correre dai nuovi vincitori a contrattare su altre basi, con altre armi, ma sempre per lo stesso fine: senza di loro in Italia non si governa. W l’unità di Italia! W i 150 anni della «giovine Italia».

Nell’anno in cui si celebra il 150° anniversario della nazione italiana, anche il papa e la gerarchia faranno qualcosa per ricordare l’evento: lo ha promesso Bertone a nome del papa al presidente Napolitano. Nemmeno questa possiamo scamparci. Vedere il papa che ha scomunicato Vittorio Emanuele, Cavour, Mazzini, Garibaldi e tutta la compagnia risorgimentale, celebrare la vittoria di Pirro della nazione è uno spettacolo esilarante. Sì vittoria di Pirro, perché da quando il papa dovette cedere «il territorio» al nuovo potere, ha allargato il suo dominio sull’anima del Paese, condizionando sempre di più le libere elezioni democratiche e interferendo con il parlamento nel  formulare leggi sempre meno democratiche e sempre più clericali. Siamo ormai arrivati al fondo dell’ignominia: il parlamento berlusconizzato come difende a spada tratta il proprio dittatore, fonte di sicurezza economica per ciascun parlamentare, così si piega ad ogni desiderio della gerarchia ecclesiastica facendo leggi antidemocratiche e solo clericali.

Al peggio veramente non c’è fine perché forse il Pastore tedesco il 17 marzo 2011 emanerà un motu proprio con cui annetterà unilateralmente l’Italia al Vaticano, risparmiando su governo e parlamento: invece di legiferare per interposto governo, comanderà direttamente senza opposizioni e senza figuri ingombranti. Berlusconi con tutta la sua indecenza non si opporrà, ma si farà nominare cardinale governatore vaticano per sottrarsi definitivamente alla giurisdizione italiana e governando da Castel Sant’Angelo, per l’occasione ristrutturata come «casa chiusa» aperta Urbi et Orbi. Buon compleanno, Italia!  

LA MIOPIA DEGLI IMBECILLI
di Paolo Farinella, prete

Genova 21 febbraio 2011. – Quando il governo dei corrotti e dei prostituiti varò il famigerato e nazifascista decreto «sulla sicurezza» e prima ancora la legge vituperata «Bossi/Fini», non ci siamo sforzati troppo nel prevedere che erano due bombe micidiali che sarebbero scoppiate in mano a chi le aveva prodotte. Quando, come ciliegia sulla torta, Berlusconi decise di fare lo scendiletto di Gheddafi con un accordo a danno dei diritti umani di masse i poveri che sarebbero stati respinti con le navi militari o abbandonati alla morte certa nel deserto libico, prevedemmo che non si poteva tappare lo scoppio di una diga umanitaria con il dito della insipienza e della miopia politica. Allora dicemmo che sarebbe scoppiato un esodo biblico perché i popolo sarebbero risorti dal letargo del passato per entrare nell’era di internet perché nessuno poteva più censurare la libertà e ancora peggio, il desiderio di libertà.

Nel frattempo, i miopi governi di destra con gli epigoni come Berlusconi che pur di bere dalla ciotola del cane dei «grandi», erano disposti a prostituirsi senza limiti, pensarono di «esportare la democrazia» con le armi; di invadere Paesi e popoli che non ci avevano aggrediti, rinnegando l’art. 11 della Costituzione che vieta, anzi «ripudia la guerra». Falsi e traditori come serpenti, dissero che erano «guerre umanitarie», cioè «missioni di pace» armati di tutto punto e con la voglia di uccidere e di essere uccisi. Poi chiamarono gli uccisi loro «eroi» e i morti altrui «terroristi». E’ la logica della stupidità.

Il governo Berlusconi o di chi sia (perché lui passa il tempo sempre nel sultanato di «mignottocra-zia») si affrettò con pompa magna a rincorrere il tiranno Gheddafi nel deserto per stipulare un accordo da 25 miliardi (da sborsare noi) e fare cessare il flusso dei migranti. Contemporaneamente andò in Tunisia ad inaugurare una sua tv privata «Nessma», da cui invitò 120 milioni di ascoltatori a venire in Italia e in Europa perché lui, Berlusconi, il miglior presidente dell’Italia e del mondo, si impegnava a dare case, scuole, ospedali e lavoro a tutti (28 agosto 2009). Ora gli Africani lo hanno preso in parola.

Anni fa, quando noi pensavamo con la testa e questi incompetenti miravano solo a vincere le elezioni a forza di brogli e bugie, dicemmo che se non ci preparavamo e ci attrezzavamo ad aprirci al mondo con strumenti adeguati, culturali, spirituali, economici e sociali, saremmo stati spazzati via perché nel giro di pochi anni avremmo assistito ad un esodo di natura biblica che nessuno avrebbe potuto fermare. Berlusconi andava, solo in Europa, a rafforzare i dittatori e a fare affari con loro, senza prevedere quello che sarebbe successo di lì a poco. Voleva primeggiare e imporre agli altri paesi europei la rotta dell’avvenire. Ora è schiacciato dalla sua pazzia, dal suo satirismo, dai processi e dalle rivolte scoppiate in tutti i paesi con cui lui ha fatto affari.

Ora Berlusconi, Bossi e Maroni stanno zitti e invocano l’aiuto dell’Europa dopo che con atteggiamento da saputelli hanno sprezzantemente rifiutato l’aiuto che l’Europa aveva offerto. Cosa succederà nei prossimi giorni e mesi e anni è ancora da decifrare, ma sappiamo che un maremoto si è messo in atto e nessuno potrà arginarlo, a meno che non si passi dall’egoismo alla ragione e non si cominci a fare programmi politici che abbiano al centro il rispetto assoluto dei diritti umani e delle persone titolate degli stessi diritti. Bisognerà stabilire regole e coordinate, ma come si possono fare le regole se il capo del governicchio è lui stesso a deriderle, a disattenderle e a farle disattendere, istigando addirittura a commettere reati e beffandosi dello stato di diritto e cercando di umiliare la Giustizia? Il suo esempio sta trascinando proseliti: sono in aumento gli stupri di donne all’aperto, tanto se il capo del governo fa quello che vuole anche con minorenni perché noi non possiamo fare almeno un po’ come lui?

Abbiamo la responsabilità di salvare l’Italia da questo corrotto che vuole farsi le leggi su misura sua e dei suoi avvocati. Abbiamo il dovere di scendere in piazza da rivoltosi contro questo scempio della nostra dignità. Abbiamo il diritto di non essere rappresentati da un individuo indegno e corruttore, ladro e carogna. Abbiamo il diritto di mobilitarci senza sosta, in stato permanente per mandare a casa lui e tutti quelli come lui, compresi D’Alema, Violante e gli ex-sinistra che vogliono offrirgli una scappatoia legislativa. Abbiamo il diritto di licenziare il parlamento che ormai è proprietà degradata di un debosciato inquisito di concussione e compagnia cantante. Abbiamo il diritto di essere rappresentati da persone perbene e non da questi figuri sporchi e satanici. Abbiamo il diritto di ribellarci e di occupare tutto lo spazio della politica che ci hanno defraudato con l’inganno e la falsità. Se non ora, quando?

«Il pacco del mercoledì» di Paolo Farinella, prete (Genova 16-20 febbraio 2011)

 

E’ ATTIVO IL MIO SITO WEB:

www.paolofarinella.eu 
  

dove alla finestra «BLOG» potete trovare:

  1. la liturgia della domenica successiva (che comunque accludo in questa spedizione),
  2. l’archivio delle liturgie pregresse,
  3. «Il Pacco del Mercoledì»,
  4. Le News con avvisi e incontri vari per l’Italia

Spedisco a 1.680 e-mail personali. Continuerò a spedire ancora per qualche mese, poi chi vuole può consultare il sito, agevolmente. Manterrò la mailing-list in caso di necessità impellente (come invito a fare baldoria alla caduta di Berlusconi).

Chi volesse essere inserito nella lista della liturgia (almeno per ora), basta che invii una e-mail personale con Nome Cognome e Città a paolo_farinella@fastwebnet.it


GENOVA SOLIDALE
E’ sempre attivo un sito di servizio http://www.genovasolidale.altervista.org/ dove troverete gli indirizzi, i posti, i servizi di Genova città solidale: utile a chi ha bisogno, agli stranieri, ecc. Vi si trovano anche i centri di raccolta e distribuzione vestiti. 

Associazione «Ludovica Robotti – San Torpete»:  cosa fa e come opera

Abbiamo attivato il sito che è ancora in costruzione, ma il cammino si apre camminando.
Potete finalmente conoscere in foto «Ludovica» la nostra ispiratrice e la nostra forza.
La foto la ritrae pochi giorni prima di morire. 
Il sito è opera di
Alessio Ursida Parisi di Genova a cui va il mio plauso e la mia riconoscenza.

Ecco il link: ludovicarobottisantorpete.jimdo.com

L’Associazione fa piccoli prestiti, paga bollette di luce, di gas, di acqua, di affitti, blocca sfratti, aiutia giovanissimi studenti a continuare gli studi, salvando così il futuro nostro e dei nostri figli. Ludovica Robotti è una goccia nel mare del bisogno che si estende sempre più, sempre più grave. Prevalentemente oepra a Genova, ma don Paolo aiuta anche alcune famiglie di fuori Genova che conosce personalmente e di cui può verificare la situazione.

Tutte le richieste devono essere verificabili perché anche nell’aiutare gli altri è necessario «avere metodo», altrimenti si scade nell’elemosina spicciola che perpetua il disagio e non risolve nulla. Nella Chiesa di San Torpete non si fa elemosina e quindi non si danno spiccioli « a nessuno», nemmeno se a chiederli fosse Gesù Cristo.Seguiamo due vie:

  1. quella del Centro di Ascolto vicariale dove convergono le parrocchie della zona e dove si ruisponde alle richieste volanti;
  2. l’Associazione «Ludovica Robotti – San Torpete» che ascolta le persone attraverso un colloquio informativo con un’assistente sociale (socio) e un membro del consiglio direttivo. Nelk giro di pochi giorni  segue la riunione della Commissione Esecutiva che esamina la richiesta, la valutazione del colloquio previo e decide il tipo di intervento.

Desidero ringraziare tutti coloro che ci aiutano con il loro contributo, annuale, periodico o mensile: ci permette di essere presente e di risolvere situazioni disperate. Riceviamo contributi da Genova, dalla Liguria, dall’Italia, dall’Estero perché sentiamo che le persone si fidano e noi garantiamo una gestione di assoluta trasparenza e responsabilità. Tutti i nostri interventi avvengono tramite banca (banca Etica) per cui tutto è documentabile, al centesimo.

Chi volesse aiutarci può farlo con uno dei seguenti strumenti:

Associazione «Ludovica Robotti – San Torpete»
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E-mail: paolo_farinella@fastwebnet.it  

  1. Bonifico bancario:  Iban: IT87D0501801400000000132407 – Per l’estero, Codice Bic: CCRTIT2T84A – c/o la Banca Etica, Via San Vincenzo 34R – 16121 Genova.
  2. Bonifico postale:  Iban: IT 10 H76 0101 4000 0000 6916331 – Codice BIC/SWIFT; BPPIITRRXXX
  3. Conto Corrente Postale N. 6916331 intestato a: Associazione Ludovica Robotti San Torpete

 STIAMO MODIFICANDO LO STATUTO PER DIVENTARE ONLUS
 

 

UN INVITO PER L’AQUILA:

«La Bellezza da ritrovare»

Sono stati pubblicati due grandiosi e splendidi volumi che narrano il viaggio dentro al terremoto tra emozioni e spunti di riflession” Si tratta di “Testimonianze che diventano memoria collettiva, immagini che parlano, che mettono a nudo la città, l’anima di questa città ferita, …”: l’Aquila del 6 aprile 2009 alle ore 03,32.
Ecco i titoli:

  1. Terrae motus ore 3,32 L’Aquila 6 aprile ‘09 di Roberto GRILLO con la collaborazione di Renato VENTURINI
  2. Vola, Vola, Vola, un volume sul terremoto aquilano scritto dai bambini e ideato dal comitato UNICEF Abruzzo 

Nato “…dall’impatto con la sofferenza dei bambini nelle tendopoli…” e dalla consapevolezza “di dover dare voce al disagio, alle speranze e ai desideri dei più piccoli”. UNICEF Abruzzo, col ricavato dalle vendite, doterà la palestra della “cittadella dello studio di San Demetrio di tutti gli arredi e le attrezzature necessarie allo svolgimento delle attività operative. 

 Ho i libri e ho sfogliato le foto che sono un monumento alla memoria perenne: lasciano il vuoto dentro, ma suscitano anche la rabbia verso un governo che si è preso i voti con le promesse ed è scappato con la cassa, perché L’Aquila è sempre l’ distrutta e senza un piano di ricostruzione.

Mi rivolgo specialmente agli Enti, alle Biblioteche, ai circoli, ai gruppi, alle parrocchie perché acquistino questi due monumentali libri e li mettano a servizio dei loro utenti: «Perché resti memoria di questo terremoto devastante non come documento di morte e rovine, ma come testimonianza di forte volontà, determinazione, speranza, sogno…» consci del fatto che «L’Aquila deve restare al centro dei servizi di informazione». Lo dobbiamo all’Aquila, lo dobbiamo all’Italia, nel 150° anniversario della sua nascita.

Per ulteriori informazioni e dettagli sul contenuto dei volumi, prezzi, modalità di ordinazione, pagamenti e spedizioni rimando al sito dell’editore Marte Editrice di Colonnella (TE):
 www.marteeditrice.itinfo@marteeditrice.it

Da Arcore al Mediterraneo passando per il nulla

di Paolo Farinella, prete

Genova 16-02-2011. – Mentre mi accingo a scrivere questa riflessione, apprendo che Berlusconi è stato rinviato a giudizio per direttissima per i gravissimi reati di concussione (abuso di potere per coprire un delitto) e sfruttamento della prostituzione minorile. La decenza vorrebbe che si dimettesse, compiendo l’unico atto sensato della sua vita indegna e di malaffare. Non lo farà perché un corrotto perde tutto il pelo, ma non il vizio. Mai.

Ho sentito in giro proposte del tipo di andare a manifestare a favore dei giudici di Milano: sarebbe un favore a Berlusconi e alla sua cricca. Nessuno deve fare manifestazioni a favore dei giudici; lasciamo che sia la destra eversiva a manifestare «contro» i giudici; nessuno potrà così accusare Milano che vi sia un clima ostile e quindi «fumus persecutionis» per cui i suoi legali potrebbero chiedere di cambiare città al processo. Che i giudici lavorino tranquilli e solo «per acta», il resto si vedrà. Noi invece scendiamo in piazza in difesa della democrazia e della dignità dell’Italia, pretendendo le dimissioni del lombrico. Che Dio ce ne libri al più presto!

 Mubarak, l’amico di Berlusconi, dopo un inutile tentativo di resistere, ha gettato la spugna e si è dimesso. La Svizzera ha congelato tutte le sue ricchezza trafugate agli Egiziani, da trent’anni morti di fame, nonostante le ricchezze immense del loro Paese. Dopo la Tunisia ora tocca all’Egitto e poi seguirà la Libia e poi la Giordania e poi l’Iran e poi lo Yemen e in mezzo Israele trema perché un incendio è scoppiato in Medio Oriente, dovuto ai piromani locali e a quelli occidentali che hanno sempre scherzato col fuoco, sostenendo tiranni e utilizzando la politica estera solo per fare darsi uno strato di belletto passeggero. Tutto il Mediterraneo sta bruciando e ora tutti i nodi vengono al pettine: non avere sostenuto al Palestina ad avere uno Stato indipendente, degno di questo nome ha prodotto una cascata a dominino di cui pagheremo care le conseguenze.

            Il becero presidente del consiglio italiano, mentre Mubarak era asserragliato dentro il palazzo dal suo popolo ha dichiarato che il dittatore egiziano era un capo di stato «saggio», forse per ingraziarselo dopo che gli aveva fatto fare la figura dello scemo, nominandolo sulla strada zio di una prostituta minorenne. Si dice che il dittatore non abbia voluto ricevere Frattini (il ministro light) come ritorsione alla vicenda Ruby.

A guardare in Italia, mentre il Mediterraneo subisce uno tsunami di proporzioni bibliche, il governo italiano si è asserragliato nel palazzo per difendere la linea Maginot del magnaccia di Arcore che frequenta notoriamente minorenni. Se fossi nelle figlie terrei lontani dal satiro i suoi nipoti perché pazzo come è potrebbe agire «a sua insaputa» attraverso la sua personalità sostitutiva. Il governo non ha detto una parola sull’Egitto e su quello che sta accadendo. Il ministro degli esteri invece di andare in giro per il mondo a cercare soluzioni in Europa e fuori, va in parlamento a dichiarare che la casa di Montecarlo era del cognato di Fini. Mai l’Italia è stata così in basso e senza considerazione alcuna nel consesso diplomatico e politico della scena mondiale.

Berlusconi-A fa causa allo Stato e Berlusconi-B come presidente del consiglio si costituirà controparte attraverso l’avvocatura dello Stato. Berlusconi contro se medesimo, come gli idioti che si guardano allo specchio, vestiti da infermiere e si fanno i complimenti da soli tanto sono orripilanti. Mai scemenze sono state dette in quantità industriale da questo governo e da questo parlamento che trabocca di ignoranti e malavitosi.

Pare che i Vescovi abbiano abbandonato Berlusconi, ormai irrecuperabile, al suo destino. Non dicono che Berlusconi è abbandonato a se stesso e alla sua malattia mentale. No! Si affidano ad un articoletto di «Avvenire», il pornografico giornale della Cei, che azzarda una rivoluzione perché si appella all’autorità superiore (Napolitano, Corte Costituzionale) per porre fine a questo western dell’orrido. Bisogna essere vescovi e cattolici per arrivare a tanto ardire. Certo, don Abbondio insegna, il coraggio chi non l’ha non l’ha. Cosa vogliono dire questi cappelli a punta che camminano senza corpo?

Per dire che B. deve farsi processare oppure che la Corte Suprema decida sul conflitto tra B. e procura di Milano, usano circonlocuzioni tali e complicate che potrebbero con esse circumnavigare l’Africa andata e ritorno e ne avanzerebbe per la prossima stagione. Alla faccia di quel tale che disse che il parlare dei vescovi doveva essere «sì,sì; no,no». Povero lui, non sapeva con chi aveva da fare! Alla notizia del rinvio al giudizio per direttissima, a precisa domanda, sembra che Bagnasco abbia risposto: «Ci vuole trasparenza». Che sforzo, ragazzi! a rischio di ernia! Che spreco di parole e di concetti!

Con la caduta della Tunisia e dell’Egitto comincerà l’esodo dei disperati per fame e sete: i governi e gli eserciti favoriranno le partenze perché avranno meno bocche da sfamare. L’Italia incuneata nel Mediterraneo sarà invasa da orde di poveri che nessuno potrà fermare. La Libia non ha più alcun interesse a trattenere sul proprio territorio i profughi e intanto noi gli abbiamo pagato 20 miliardi di euro in cinque anni a fondo perduto.

Mondo in fiamme, governo allo sbando, parlamento contingentato sulle porcate del capo, la Lega è complice di tutte le malefatte di B. perché ne ha sostenuto tutte le illegalità e delinquenze. Essa teme di restare con un pugno di mosche e vuole un qualsiasi federalismo da potere svendere in campagna elettorale. A costoro, ignoranti e senza morale e senza senso dello Stato nulla importa delle sorti del Paese, ma gli interessa la pagnotta da portare a casa subito. Qualunquisti e degeneri, non sanno più che pesci pigliare e si affidano ai fondi di caffè e ai tarocchi. Taroccati vogliono taroccare l’Italia. Calderoli, il bruciator di leggi (!?), sembra che abbia bruciato anche quella sulla proprietà di Venezia per cui i Venessiani ora non sanno più a chi appartengono, orco boia!

Ho visto un uomo anziano uscire dalla Messa dalla chiesa di Arcore dire questa imbecillità: Berlusconi è peccatore come me, come tutti, ma io preferisco un peccatore che fa le leggi a favore del mio credo piuttosto uno che fa le leggi come le coppie di fatto, i gay. E’ la tesi dei ciellini, dei preti a mezzo servizio, dei cardinali venduti all’asta pubblica e dei cristianucci all’acqua santa.

Il mondo è capovolto: il bianco diventa nero, il sopra è sotto, il basso sta in alto e i cattolici che dovrebbero essere esigenti con se stessi e con il «bene comune» con cui fanno gargarismi e risciacqui prima e dopo al Messa e il Vespro, sono diventati insipidi, buoni solo ad essere gettati per strada e calpestati da chi passa. Non una parola sul reato di corruzione di minorenne; non un gemito sullo scandalo. Vescovi, il vostro silenzio e la vostra complicità demoniaca ha prodotto tutto questo: il berlusconismo ha ucciso l’anima e voi ne siete i carnefici alla mercé del mandante Berlusconi che vi ha corrotto il cuore. Domenica 13 tutti in piazza con sciarpa bianca. Io sarò a Rapallo e dedicherò il concerto di Isabella Leonarda (1620-1704), donna di cultura di altri tempi alle donne che resistono e scendono in piazza in tutta Italia. L’Italia s’è desta? Forse!

Appello al Vaticano

perché non si celebrino i Patti Lateranensi

di Paolo Farinella, prete

 Genova 16-02-2011. – So bene che il mio appello cadrà nel vuoto, ma voglio lasciare almeno la mia testimonianza di ciò che  una diplomazia attenta e decente, animata da spirito istituzionale dovrebbe fare. Come ogni anno, l’11 febbraio ricorre l’anniversario della firma dei Patti Lateranensi tra il Vaticano e lo Stato italiano, allora rappresentato da Mussolini. In questa occasione, il Vaticano offre un rinfresco nella nunziatura a Roma e invita il governo e il mondo politico, economico e militare, come è prassi. Mai che invitino il popolo, forse per paura che quei Patti glieli tirino addosso.

Nel 2011 cade l’82° anniversario e le due diplomazie si apprestano alle celebrazioni che di norma avvengono intorno al 18/20 febbraio. Quest’anno però sono successe cose straordinarie e gravi che dovrebbero spingere i diplomatici vaticani ad essere cauti ad invitare certa gente con cui tra l’altro sono usi «sfriculiarsi», oltre ogni decenza etica.

Berlusconi, cioè il capo del governo, è accusati di favoreggiamento della prostituzione minorile e anche di concussione, cioè indebita pressione autoritativa su un impiegato dello Stato per ottenere un illecito e per indurlo a non compiere il suo dovere. Berlusconi è pazzo e degradato moralmente a così basso livello che farsi vedere insieme a lui significherebbe per la gente comune approvare tutte le sue porcate e  le indecenze istituzionali che sta facendo. Riceverlo significherebbe offrirgli una sponda di sostegno contro un Paese che lo ha già licenziato.

Tra l’11 e il 18 febbraio è successo qualcosa di imprevedibile che nessuno poteva immaginare: le donne sono scese in 230 piazze italiane ed estere e hanno gridato all’unanimità: basta con il politicume di chi fa eleggere le donne non per il loro valore, ma per le loro prestazioni sessuali. Berlusconi riempie il parlamento e il governo di donne compiacenti e disponibili a qualsiasi compromesso. Berlusconi ha una immagine della donna che è serva, schiava e sottomessa e non disdegna nemmeno le minorenni, offrendo loro un sicuro modello educativo coerente con la morale cristiana.

Come fanno Bertone e Bagnasco a ricevere Berlusconi e a ridere e sghignazzare con lui, facendo finta che nulla sia successo finora. Possibile che la supremazia della diplomazia possano calpestare un milione ed oltre di donne che gli dicono di andarsene via «ADESSO», possibile che il Vaticano non capisca che finora hanno fatti affari con un malato mentale che ha portato l’Italia al fallimento economico, istituzionale, politico e sociale? Mons. Crociata, segretario delle Cei ha parlato «di mutazione antropologica», espressione mi ha rubata perché la uso da almeno tre anni, e la Cei non tira le conclusioni univoche ed evidenti anche ad un cieco?

Berlusconi è il male dell’Italia perché gli interessa solo un risultato: non andare in prigione che si merita a pieno titolo, visto per ora si è salvato solo confezionando leggi su misura, con il beneplacito, l’appoggio e la complicità del mondo cattolico e della gerarchia in particolare.

Al Vaticano e alla Cei chiedo con forza, in nome dell’Italia intera, di quell’Italia sana, gioiosa, che fatica a vivere, che domenica 13 ha invaso le piazze: non ricevete Berlusconi; anzi, dichiarate che le celebrazioni per i Patti Lateranensi quest’anno sono sospesi perché l’imbarazzante presenza del presidente Berlusconi potrebbe dare l’impressione che il papa e i vescovi condividano e approvino il suo stile di vita che è contrario a qualsiasi dignità civile e religiosa.

Invito i vescovi a non mettersi contro il loro popolo, più di quanto non abbiano fatto fino ad esso, visto che il popolo ha abbandonato la gerarchia alla maledizione che abbatterà Berlusconi e con lui tutti i suoi sensali, i suoi servi, i suoi scherani, i suoi amici compagni di merende, le sue prostitute e la sua bassezza. Facciano i vescovi un salto di dignità anche loro e per una volta, una volta sola, riscattino il loro tacere che finora ha salvato Berlusconi, proteggendolo come la mafia protegge si suoi picciotti.

Posso, possiamo sperare in un sussulto di dignità ecclesiastica? Io me lo auguro, ma l’Utopia, forse, non abita più qua, ma fino alla morte c’è sempre speranza che Bertone e  Bagnasco possano ancora recuperare un granellino di sale, sorgente di sapienza. In bocca al lupo, eminenze!

«Il pacco del mercoledì» di Paolo Farinella, prete (16-20 feb 2011)

«IL PACCO DEL MERCOLEDI’»  di Paolo Farinella, prete Genova 16-20 febbraio 2011

E’ ATTIVO IL MIO SITO WEB: www.paolofarinella.eu

dove alla finestra «BLOG» potete trovare:

la liturgia della domenica successiva
(che comunque accludo in questa spedizione),

  1. l’archivio delle liturgie pregresse,
  2. «Il Pacco del Mercoledì»,
  3. Le News con avvisi e incontri vari per l’Italia

Spedisco a 1.680 e-mail personali. Continuerò a spedire ancora per qualche mese, poi chi vuole può consultare il sito, agevolmente. Manterrò la mailing-list in caso di necessità impellente (come invito a fare baldoria alla caduta di Berlusconi).
Chi volesse essere inserito nella lista della liturgia (almeno per ora), basta che invii una e-mail personale con Nome Cognome e Città a paolo_farinella@fastwebnet.it

AVVISI E APPUNTAMENTI

  1. Abbiamo attivato il sito dell’Associazione «Ludovica Robotti – San Torpete» che potete visitare agevolmente. E’ ancora in costruzione, ma il cammino si apre camminando. Potete finalmente conoscere in foto «Ludovica» la nostra ispiratrice e la nostra forza. La foto la ritrae pochi giorni prima di morire.  Il sito è opera di Alessio Ursida Parisi di Genova a cui va il mio plauso e la mia riconoscenza. Ecco il link:  
                 ludovicarobottisantorpete.jimdo.com
  2. E’ sempre attivo un sito di servizio http://www.genovasolidale.altervista.org/ dove troverete gli indirizzi, i posti, i servizi di Genova città solidale: utile a chi ha bisogno, agli stranieri, ecc. Vi si trovano anche i centri di raccolta e distribuzione vestiti.
  3. Il giorno 3 febbraio 2010 è morta Ludovica Robotti. In occasione del suo 2° compleanno incompiuto che quest’anno sarebbe stato lunedì 11 aprile 2011, d’accordo con i genitori e i nonni, ricorderemo Ludovica Domenica 10 aprile alle ore 10,00 in San Torpete con la celebrazione della Messa. Per quella occasione invito il consiglio e i soci dell’Associazione che possono ad essere presenti a fare festa insieme.
  4. Giovedì 17 febbraio 2011 sono a Reggio Emilia per un incontro organizzato dall’Associazione «Scuola di Etica e Politica – Giacomo Ulivi» su «Etica, Politica e Profezia». L’incontro si svolge alla Gabella via Roma 68, Reggio Emilia.
  5. Venerdì 18 e sabato 19 febbraio 2011 sono ad Assisi per un incontro con un gruppo di Teramo sul tema «La libertà nella Scrittura e nella tradizione giudaica», organizzato dalla parrocchia di Teramo (P. Lorenzo Massacesi). L’incontro si terrà sabato mattina 19 febbraio alle ore 10,00 all’Hotel «Ora Cenacolo Francescano», viale Patrono d’Italia 70.
  6. Martedì 22 febbraio 2011, ore 16,45 nella sala della Regione Liguria, in piazza De Ferrari a Genova (sotto i portici), incontro con Luigi Pedrazzi per fare il punto sulla situazione dei gruppi «Il nostro ‘58».
  7. Il giorno 23 febbraio 2010 è morto Mago Pasticca, al secolo Mario Arcangeli. Ricorre il suo primo anniversario della sua nascita al Regno di Dio,Vogliamo ricordarlo Domenica 27 febbraio 2011 alle ore 10,00 con la celebrazione della Messa che egli frequentava assiduamente.
  8. Sabato 26 febbraio, alle ore 17,30 in San Torpete, concerto per (Antonio Frigè) organo e tromba naturale (Gabriele Cassone).
  9. Lunedì 28 febbraio 2011 alle ore 18,30 a Palermo presso il salone della Chiesa Valdese, Via dello Spezio 43 (dietro il Politeama), organizzato da «Voci di Cittadinanza Attiva», incontro su  «Etica e Politica». Intervengono Don Paolo Farinella, Pastore  Giuseppe Ficara , Prof. Salvo Vaccaro.
  10. Martedì 1 marzo 2011 alle ore 17,30 nella Chiesa di San Giovanni Decollato, Piazza omonima – Palermo (accanto alla Questura), incontro sul tema «La sfida del dialogo interreligioso».  Intervengono: Stefano Di Mauro, Rabbino della comunità ebraica di Siracusa; Giuseppe Ficarra, Pastore della chiesa Valdese di Palermo, Giuseppe Dispoto, Resp. Comunità religiosa islamica italiana; don Paolo Farinella prete della Chiesa cattolica di Genova.
  11. Mercoledì 2 marzo 2011, ore 21,00 a Palermo presso il salone della Chiesa di San Francesco Saverio all’Albergheria, organizzato dal prof. Augusto Cavadi, filosofo e teologo, incontro colloquio sul tema: «Ragionando di teologia e amenità».

L’Associazione «Ludovica Robotti – San Torpete»: cosa fa e come opera

Facciamo piccoli prestiti, paghiamo bollette di luce, di gas, di acqua, di affitti, blocchiamo sfratti, aiutiamo giovanissimi studenti a continuare gli studi, salvando così il futuro nostro e dei nostri figli. Siamo una goccia nel mare del bisogno che si estende sempre più, sempre più grave. Prevalentemente operiamo a Genova, ma don Paolo aiuta anche alcune famiglie di fuori Genova che consoce personalmente.

Tutte le richieste devono essere verificabili perché anche nell’aiutare gli altri è necessario «avere metodo», altrimenti si scade nell’elemosina spicciola che perpetua il disagio e non risolve nulla. Nella Chiesa di San Torpete non si fa elemosina e quindi non si danno spiccioli « a nessuno», nemmeno se a chiederli fosse Gesù Cristo.

Seguiamo due vie: quella del Centro di Ascolto vicariale di zona dove convergono le parrocchie e l’Associazione «Ludovica Robotti – San Torpete» che ascolta le persone attraverso un colloquio informativo con un’assistente sociale (socio) e un membro del consiglio direttivo, a cui, entro pochi sismi giorni segue la riunione della Commissione deliberante che esamina la richiesta, la valutazione del colloquio previo e decide il tipo di intervento.

Desidero ringraziare tutti coloro che ci aiutano con il loro contributo, annuale, periodico o mensile: ci permette di essere presente e di risolvere situazioni disperate. Riceviamo contributi da Genova, dalla Liguria, dall’Italia, dall’Estero perché sentiamo che le persone si fidano e noi garantiamo una gestione di assoluta trasparenza e responsabilità. Tutti i nostri interventi avvengono tramite banca (banca Etica) per cui tutto è documentabile, al centesimo.

Chi volesse aiutarci può farlo con uno dei seguenti strumenti:

Associazione di promozione sociale «Ludovica Robotti – San Torpete»
c/o Parrocchia S. M. Immacolata e San Torpete – Via delle Grazie 27/3 – 16128 Genova – CF 95138500103  
E-mail: paolo_farinella@fastwebnet.it 

  1. Bonifico bancario: Codice Iban: IT87D0501801400000000132407 – Per l’estero, Codice Bic: CCRTIT2T84 c/o la Banca Etica, Via San Vincenzo 34R – 16121 Genova.
  2.  Bonifico postale: Codice Iban: IT 10 H76 0101 4000 0000 6916331 – Codice BIC/SWIFT; BPPIITRRXXX
  3. Conto Corrente Postale N. 6916331 intestato a: Associazione Ludovica Robotti San Torpete


UN INVITO PER L’AQUILA:
«La Bellezza da ritrovare» 

Sono stati pubblicati due grandiosi e splendidi volumi che narrano il viaggio dentro al terremoto tra emozioni e spunti di riflession” Si tratta di “Testimonianze che diventano memoria collettiva, immagini che parlano, che mettono a nudo la città, l’anima di questa città ferita, …”: l’Aquila del 6 aprile 2009 alle ore 03,32. Ecco i titoli:

  1. Terrae motus ore 3,32 L’Aquila 6 aprile ‘09 di Roberto GRILLO con la collaborazione di Renato VENTURINI
  2. Vola, Vola, Vola, un volume sul terremoto aquilano scritto dai bambini e ideato dal comitato UNICEF Abruzzo 

                Nato “…dall’impatto con la sofferenza dei bambini nelle tendopoli…” e dalla consapevolezza “di dover dare voce al disagio, alle speranze e ai desideri dei più piccoli”. UNICEF Abruzzo, col ricavato dalle vendite, doterà la palestra della “cittadella dello studio di San Demetrio di tutti gli arredi e le attrezzature necessarie allo svolgimento delle attività operative.

              Ho i libri e ho sfogliato le foto che sono un monumento alla memoria perenne: lasciano il vuoto dentro, ma suscitano anche la rabbia verso un governo che si è preso i voti con le promesse ed è scappato con la cassa, perché L’Aquila è sempre l’ distrutta e senza un piano di ricostruzione.

             Mi rivolgo specialmente agli Enti, alle Biblioteche, ai circoli, ai gruppi, alle parrocchie perché acquistino questi due monumentali libri e li mettano a servizio dei loro utenti: «Perché resti memoria di questo terremoto devastante non come documento di morte e rovine, ma come testimonianza di forte volontà, determinazione, speranza, sogno…» consci del fatto che «L’Aquila deve restare al centro dei servizi di informazione». Lo dobbiamo all’Aquila, lo dobbiamo all’Italia, nel 150° anniversario della sua nascita.

Per ulteriori informazioni e dettagli sul contenuto dei volumi, prezzi, modalità di ordinazione, pagamenti e spedizioni rimando al sito dell’editore Marte Editrice di Colonnella (TE):

 www.marteeditrice.itinfo@marteeditrice.it

Da Arcore al Mediterraneo passando per il nulla  di Paolo Farinella, prete

Genova 16-02-2011. – Mentre mi accingo a scrivere questa riflessione, apprendo che Berlusconi è stato rinviato a giudizio per direttissima per i gravissimi reati di concussione (abuso di potere per coprire un delitto) e sfruttamento della prostituzione minorile. La decenza vorrebbe che si dimettesse, compiendo l’unico atto sensato della sua vita indegna e di malaffare. Non lo farà perché un corrotto perde tutto il pelo, ma non il vizio. Mai.

Ho sentito in giro proposte del tipo di andare a manifestare a favore dei giudici di Milano: sarebbe un favore a Berlusconi e alla sua cricca. Nessuno deve fare manifestazioni a favore dei giudici; lasciamo che sia la destra eversiva a manifestare «contro» i giudici; nessuno potrà così accusare Milano che vi sia un clima ostile e quindi «fumus persecutionis» per cui i suoi legali potrebbero chiedere di cambiare città al processo. Che i giudici lavorino tranquilli e solo «per acta», il resto si vedrà. Noi invece scendiamo in piazza in difesa della democrazia e della dignità dell’Italia, pretendendo le dimissioni del lombrico. Che Dio ce ne libri al più presto!

Mubarak, l’amico di Berlusconi, dopo un inutile tentativo di resistere, ha gettato la spugna e si è dimesso. La Svizzera ha congelato tutte le sue ricchezza trafugate agli Egiziani, da trent’anni morti di fame, nonostante le ricchezze immense del loro Paese. Dopo la Tunisia ora tocca all’Egitto e poi seguirà la Libia e poi la Giordania e poi l’Iran e poi lo Yemen e in mezzo Israele trema perché un incendio è scoppiato in Medio Oriente, dovuto ai piromani locali e a quelli occidentali che hanno sempre scherzato col fuoco, sostenendo tiranni e utilizzando la politica estera solo per fare darsi uno strato di belletto passeggero. Tutto il Mediterraneo sta bruciando e ora tutti i nodi vengono al pettine: non avere sostenuto al Palestina ad avere uno Stato indipendente, degno di questo nome ha prodotto una cascata a dominino di cui pagheremo care le conseguenze.

            Il becero presidente del consiglio italiano, mentre Mubarak era asserragliato dentro il palazzo dal suo popolo ha dichiarato che il dittatore egiziano era un capo di stato «saggio», forse per ingraziarselo dopo che gli aveva fatto fare la figura dello scemo, nominandolo sulla strada zio di una prostituta minorenne. Si dice che il dittatore non abbia voluto ricevere Frattini (il ministro light) come ritorsione alla vicenda Ruby.

A guardare in Italia, mentre il Mediterraneo subisce uno tsunami di proporzioni bibliche, il governo italiano si è asserragliato nel palazzo per difendere la linea Maginot del magnaccia di Arcore che frequenta notoriamente minorenni. Se fossi nelle figlie terrei lontani dal satiro i suoi nipoti perché pazzo come è potrebbe agire «a sua insaputa» attraverso la sua personalità sostitutiva. Il governo non ha detto una parola sull’Egitto e su quello che sta accadendo. Il ministro degli esteri invece di andare in giro per il mondo a cercare soluzioni in Europa e fuori, va in parlamento a dichiarare che la casa di Montecarlo era del cognato di Fini. Mai l’Italia è stata così in basso e senza considerazione alcuna nel consesso diplomatico e politico della scena mondiale.

Berlusconi-A fa causa allo Stato e Berlusconi-B come presidente del consiglio si costituirà controparte attraverso l’avvocatura dello Stato. Berlusconi contro se medesimo, come gli idioti che si guardano allo specchio, vestiti da infermiere e si fanno i complimenti da soli tanto sono orripilanti. Mai scemenze sono state dette in quantità industriale da questo governo e da questo parlamento che trabocca di ignoranti e malavitosi.

Pare che i Vescovi abbiano abbandonato Berlusconi, ormai irrecuperabile, al suo destino. Non dicono che Berlusconi è abbandonato a se stesso e alla sua malattia mentale. No! Si affidano ad un articoletto di «Avvenire», il pornografico giornale della Cei, che azzarda una rivoluzione perché si appella all’autorità superiore (Napolitano, Corte Costituzionale) per porre fine a questo western dell’orrido. Bisogna essere vescovi e cattolici per arrivare a tanto ardire. Certo, don Abbondio insegna, il coraggio chi non l’ha non l’ha. Cosa vogliono dire questi cappelli a punta che camminano senza corpo?

Per dire che B. deve farsi processare oppure che la Corte Suprema decida sul conflitto tra B. e procura di Milano, usano circonlocuzioni tali e complicate che potrebbero con esse circumnavigare l’Africa andata e ritorno e ne avanzerebbe per la prossima stagione. Alla faccia di quel tale che disse che il parlare dei vescovi doveva essere «sì,sì; no,no». Povero lui, non sapeva con chi aveva da fare! Alla notizia del rinvio al giudizio per direttissima, a precisa domanda, sembra che Bagnasco abbia risposto: «Ci vuole trasparenza». Che sforzo, ragazzi! a rischio di ernia! Che spreco di parole e di concetti!

Con la caduta della Tunisia e dell’Egitto comincerà l’esodo dei disperati per fame e sete: i governi e gli eserciti favoriranno le partenze perché avranno meno bocche da sfamare. L’Italia incuneata nel Mediterraneo sarà invasa da orde di poveri che nessuno potrà fermare. La Libia non ha più alcun interesse a trattenere sul proprio territorio i profughi e intanto noi gli abbiamo pagato 20 miliardi di euro in cinque anni a fondo perduto.

Mondo in fiamme, governo allo sbando, parlamento contingentato sulle porcate del capo, la Lega è complice di tutte le malefatte di B. perché ne ha sostenuto tutte le illegalità e delinquenze. Essa teme di restare con un pugno di mosche e vuole un qualsiasi federalismo da potere svendere in campagna elettorale. A costoro, ignoranti e senza morale e senza senso dello Stato nulla importa delle sorti del Paese, ma gli interessa la pagnotta da portare a casa subito. Qualunquisti e degeneri, non sanno più che pesci pigliare e si affidano ai fondi di caffè e ai tarocchi. Taroccati vogliono taroccare l’Italia. Calderoli, il bruciator di leggi (!?), sembra che abbia bruciato anche quella sulla proprietà di Venezia per cui i Venessiani ora non sanno più a chi appartengono, orco boia!

Ho visto un uomo anziano uscire dalla Messa dalla chiesa di Arcore dire questa imbecillità: Berlusconi è peccatore come me, come tutti, ma io preferisco un peccatore che fa le leggi a favore del mio credo piuttosto uno che fa le leggi come le coppie di fatto, i gay. E’ la tesi dei ciellini, dei preti a mezzo servizio, dei cardinali venduti all’asta pubblica e dei cristianucci all’acqua santa.

Il mondo è capovolto: il bianco diventa nero, il sopra è sotto, il basso sta in alto e i cattolici che dovrebbero essere esigenti con se stessi e con il «bene comune» con cui fanno gargarismi e risciacqui prima e dopo al Messa e il Vespro, sono diventati insipidi, buoni solo ad essere gettati per strada e calpestati da chi passa. Non una parola sul reato di corruzione di minorenne; non un gemito sullo scandalo. Vescovi, il vostro silenzio e la vostra complicità demoniaca ha prodotto tutto questo: il berlusconismo ha ucciso l’anima e voi ne siete i carnefici alla mercé del mandante Berlusconi che vi ha corrotto il cuore. Domenica 13 tutti in piazza con sciarpa bianca. Io sarò a Rapallo e dedicherò il concerto di Isabella Leonarda (1620-1704), donna di cultura di altri tempi alle donne che resistono e scendono in piazza in tutta Italia. L’Italia s’è desta? Forse!

Appello al Vaticano perché non si celebrino i Patti Lateranensi di Paolo Farinella, prete

Genova 16-02-2011. – So bene che il mio appello cadrà nel vuoto, ma voglio lasciare almeno la mia testimonianza di ciò che  una diplomazia attenta e decente, animata da spirito istituzionale dovrebbe fare. Come ogni anno, l’11 febbraio ricorre l’anniversario della firma dei Patti Lateranensi tra il Vaticano e lo Stato italiano, allora rappresentato da Mussolini. In questa occasione, il Vaticano offre un rinfresco nella nunziatura a Roma e invita il governo e il mondo politico, economico e militare, come è prassi. Mai che invitino il popolo, forse per paura che quei Patti glieli tirino addosso.

Nel 2011 cade l’82° anniversario e le due diplomazie si apprestano alle celebrazioni che di norma avvengono intorno al 18/20 febbraio. Quest’anno però sono successe cose straordinarie e gravi che dovrebbero spingere i diplomatici vaticani ad essere cauti ad invitare certa gente con cui tra l’altro sono usi «sfriculiarsi», oltre ogni decenza etica.

Berlusconi, cioè il capo del governo, è accusati di favoreggiamento della prostituzione minorile e anche di concussione, cioè indebita pressione autoritativa su un impiegato dello Stato per ottenere un illecito e per indurlo a non compiere il suo dovere. Berlusconi è pazzo e degradato moralmente a così basso livello che farsi vedere insieme a lui significherebbe per la gente comune approvare tutte le sue porcate e  le indecenze istituzionali che sta facendo. Riceverlo significherebbe offrirgli una sponda di sostegno contro un Paese che lo ha già licenziato.

Tra l’11 e il 18 febbraio è successo qualcosa di imprevedibile che nessuno poteva immaginare: le donne sono scese in 230 piazze italiane ed estere e hanno gridato all’unanimità: basta con il politicume di chi fa eleggere le donne non per il loro valore, ma per le loro prestazioni sessuali. Berlusconi riempie il parlamento e il governo di donne compiacenti e disponibili a qualsiasi compromesso. Berlusconi ha una immagine della donna che è serva, schiava e sottomessa e non disdegna nemmeno le minorenni, offrendo loro un sicuro modello educativo coerente con la morale cristiana.

Come fanno Bertone e Bagnasco a ricevere Berlusconi e a ridere e sghignazzare con lui, facendo finta che nulla sia successo finora. Possibile che la supremazia della diplomazia possano calpestare un milione ed oltre di donne che gli dicono di andarsene via «ADESSO», possibile che il Vaticano non capisca che finora hanno fatti affari con un malato mentale che ha portato l’Italia al fallimento economico, istituzionale, politico e sociale? Mons. Crociata, segretario delle Cei ha parlato «di mutazione antropologica», espressione mi ha rubata perché la uso da almeno tre anni, e la Cei non tira le conclusioni univoche ed evidenti anche ad un cieco?

Berlusconi è il male dell’Italia perché gli interessa solo un risultato: non andare in prigione che si merita a pieno titolo, visto per ora si è salvato solo confezionando leggi su misura, con il beneplacito, l’appoggio e la complicità del mondo cattolico e della gerarchia in particolare.

Al Vaticano e alla Cei chiedo con forza, in nome dell’Italia intera, di quell’Italia sana, gioiosa, che fatica a vivere, che domenica 13 ha invaso le piazze: non ricevete Berlusconi; anzi, dichiarate che le celebrazioni per i Patti Lateranensi quest’anno sono sospesi perché l’imbarazzante presenza del presidente Berlusconi potrebbe dare l’impressione che il papa e i vescovi condividano e approvino il suo stile di vita che è contrario a qualsiasi dignità civile e religiosa.

Invito i vescovi a non mettersi contro il loro popolo, più di quanto non abbiano fatto fino ad esso, visto che il popolo ha abbandonato la gerarchia alla maledizione che abbatterà Berlusconi e con lui tutti i suoi sensali, i suoi servi, i suoi scherani, i suoi amici compagni di merende, le sue prostitute e la sua bassezza. Facciano i vescovi un salto di dignità anche loro e per una volta, una volta sola, riscattino il loro tacere che finora ha salvato Berlusconi, proteggendolo come la mafia protegge si suoi picciotti.

Posso, possiamo sperare in un sussulto di dignità ecclesiastica? Io me lo auguro, ma l’Utopia, forse, non abita più qua, ma fino alla morte c’è sempre speranza che Bertone e  Bagnasco possano ancora recuperare un granellino di sale, sorgente di sapienza. In bocca al lupo, eminenze!