TEATRO CARLO FELICE GENOVA – DECLINO O VITA

Il mio amico Prof. Marco Jacoviello, docente di metodologia dell’educazione musicale alla LUMSA di Roma e collaboratore del Carlo Felice di Genova, mi ha inviato questa “lamentazione” che mi pare sia opportuno fare conoscere all’opinione pubblica, specialmente a chi deve provvedere alla prossima scadenza, al rinnovo dell’incarico di SOVRINTENDENTE, finora gestito con criteri politici, mentre dal sindaco Marco Doria ci si aspetta che scelga secondo titoli, capacità e competenza. Ecco di seguito la lettera che fa riflettere.

Paolo Farinella, prete

IL TEATRO CARLO FELICE DI GENOVA

DECLINO ASSICURATO SE NON CAMBIA GESTIONE

Cifre alla mano il conto è presto fatto: dieci anni fa le recite del Mahagonny di Brecht e di Giulio Cesare di Haendel andavano esaurite. Oggi, con la gestione Pacor, la sala è quasi sempre dimezzata: Rigoletto senza arte né parte con l’unica eccezione di Fabio Luisi che non ha rimediato ad una sala semideserta; Otello ha “raggiunto” la cifra “record” di 1000 spettatori in media per recita sui 2000 di capacità della sala grande, e questo per sei recite programmate intelligentemente nel periodo natalizio; Madama Butterfly e Nozze di Figaro con altrettanti vuoti paurosi. Per non parlare dell’unica esecuzione della Messa da requiem che andava a chiudere le celebrazioni dell’anno verdiano con la galleria ermeticamente chiusa.

A chi giova questa sovrintendenza?

Chiariamo almeno un concetto. La fabbrica dei sovrintendenti di teatri d’opera è gestione politica, come dire un terno al lotto. Esistono corsi di formazione? Si mette in pratica una reale selezione di candidature, e in base a quali principi? E’ assodato che la Scuola Superiore di Economia in grado di sfornare manager operistici è del tutto inattesa dalla totalità delle figure che detengono tali incarichi: nessuno dei sovrintendenti dei nostri teatri d’Opera ha un master in economia aziendale e il loro curriculum è cosa riservatissima. Escono dal buio della politica italiana e si fanno luce a spese dei contribuenti. Cosicchè implorano l’aggiornamento del FUS quando sono in sentore di pubblico, rivendicando per sé la più privatistica , insindacabile e maldestra autolegittimazione.

Giovanni Pacor è arrivato a Genova con la supervisione di Marta Vincenzi, che di Opera lirica ne sapeva poco o nulla, ma sensibile agli abbagli lo era eccome. Bastarono, allora, le paillettes zeffirelliane, e il risultato fu tutto a favore di Pacor. Ma dopo tre anni dalla sua nomina abbondano i conflitti interni, i malumori, le divisioni tra gli operatori del settore e il silenzio/ consenso della stampa cittadina ben orchestrata da chi l’appoggia all’ombra del suo potere: la defezione degli spettatori è il sintomo che Genova non si riconosce più in un teatro antintellettuale senza alcuna linea di programmazione culturale,   che non ha a cuore il rinnovamento generazionale del pubblico. Il collasso dell’Opera è un fatto inevitabile se l’età media degli spettatori è sessantacinque anni e c’è da esser miopi se non si coglie l’imminenza della catastrofe.

Qualcosa non va nel rapporto con le scuole, i professori non sanno delle iniziative “scientifiche” del teatro, e lo stesso stage delle superiori, che l’anno scorso ha visto una grande afflusso, era per le Nozze di Figaro ridotto a soli venti studenti, troppo pochi per parlare di disaffezione, invece addebitale ad una assoluta mancanza di supporto alle attività relazionali. Il teatro promuove troppi appuntamenti tra loro concorrenziali, tra cui il delirante progetto di “Delitti all’opera” che par uscito dall’insana mente di qualche profugo della peggiore rete televisiva commerciale e non punta su quelli che, effettivamente, danno spessore alla cultura musicale, come il corso di formazione “Il Mondo dell’Opera” attivo da 25 anni e con il partnerariato del MIUR.

Gli studenti di oggi saranno, se preparati a raccoglierne l’eredità, il pubblico di domani. Quando arrivano all’Università è troppo tardi: l’assenza della Storia della musica nel percorso delle superiori crea squilibri irrimediabili. Per questo motivo le Fondazioni hanno obblighi inalienabili , inscritti nel loro carattere istituzionale, nell’ambito della formazione e della divulgazione della cultura musicale, e non per ragioni di marketing o di facile consenso. L’Opera lirica è la seconda lingua degli italiani, in un certo senso potrebbe vantare di essere la prima, dal momento che ha rappresentato storicamente il più importante suggello nazionale. Si è cantato italiano prima di parlarlo e di scriverlo.

Lo sappia almeno il sindaco Doria, che del teatro è presidente del CdA, oltre che docente alla nostra Università: a conclusione del triennio si scelga finalmente una figura competente e adeguata all’incarico.

Genova, 27 marzo 2014

Marco Jacoviello

Docente di Metodologia dell’educazione musicale, LUMSA Università-Roma

IN EUROPA CON DOMENICO FINIGUERRA

Come alcuni di voi sanno, mi è stata offerta la candidatura alle prossime elezioni europee
che ho rifiutato, pur restando onorato della proposta,
perché il mio compito è un altro e credo di svolgerlo al meglio delle mie forze.
Per questo, volendo essere partecipe e non volendo essere complice
dei partiti attuali che hanno distrutto
non solo l’Italia e la Grecia, ma anche l’Europa,

PROPONGO

A QUANTI LO VORRANNO DI VOTARE

LA LISTA “L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS”

E NELLA LISTA DI DARE LA PREFERENZA

A DOMENICO FINIGUERRA

GIA’ SINDACO di CASSINETTA DI LUGAGNANO, NEL MILANESE,

E UNICO AD APPROVARE UN PUC CON CONSUMO “0” DI TERRITORIO.
OGGI EGLI E’ FONDATORE DI “STOPO AL CONSUMO DI TERRITORIO”.

In San Torpete, prima e dopo la Messa della domenica,
stiamo raccogliendo le firme per sostenere sia la lista “L’altra Europa con Tsipras”.

Chi vuole ulteriori informazioni veda il link:

www.domenicofiniguerra.it/info/

 

NOI LO STENIAMO CON TUTTE LE NOSTRE FORZE E LO AIUTEREMO AD ESSERE ELETTO.

Non abbiamo altra scelta che scegliere persone singole sicure, morali, che hanno dato prova di ottima amministrazione, che amano il servizio «politico» perché lo vivono come servizio pubblico.

DOMENICO FINIGUERRA è tutto questo.

Noi possiamo incontrarlo DOMENICA 30 MARZO 2014

con il seguente orario:

 

  1. Ore 10,00 Corso Italia (lato Boccadasse) incontro con i cittadini al banchetto di raccolta firme.
  2. Ore 12,00 PIAZZA DE FERRARI nella tenda di Massoero 2000, dove vi sarà un pranzo con quello che ciascuno porterà. Gli amici di San Torpete che possono sono invitati a partecipare. In San Torpete si continua a raccogliere le firme prima e dopo la Messa della domenica.
  3. Ore 17,30: a Serra Riccò, incontro in Piazza: «Esperienze da sindaco».
  4. Ore 21,00: Agriturismo «La Sereta», località La Sereta di Tegli – Fraconalto.

 

Mandiamo in Europa persone credibili e affidabili

«L’Altra Europa con Tsipras»

UN IMPEGNO MORALE, UN DOVERE DI CIVILTA’

ALLE ELEZIONI POLITICHE EUROPEE. VOTIAMO IN MASSA

 Lista «L’Altra Europa con Tsipras»

Alle prossime elezioni europee, alle quali sono stato invitato come candidato, ma rinunciando per ovvi motivi, propongo di sostenere massicciamente la Lista «L’Altra Europa con Tsipras», che nel Nord-Ovest presenta fior fiori di candidati come Moni Ovadia, attore e scrittore, Curzio Maltese e Giuliana Sgrena giornalisti, Domenico Finiguerra, già sindaco di Cassinetta di Lugagnano MI, il primo e  unico comune  d’Italia ad approvare un piano territoriale a consumo di territorio «0».

Sostenere la lista proposta da Paolo Flores d’Arcais, Barbara Spinelli (figlia di Altiero, padre dell’Europa), da Gustavo Zagrebelsky e da altri, oltre ad essere un onore, è un grande segnale politico e civile. Alexis Tsipras è greco, figlio della cultura, madre della nostra civiltà, che il FMI e l’UE hanno umiliato, angariato, torturato e violentato fino ad uccidere un popolo per privilegiare le banche e la finanza speculativa.

È un debito d’onore che dobbiamo alla Grecia, ma anche un riscatto per noi dai nostri politicanti miserevoli e miserabili che sono stati anche capaci di distruggere l’unica idea, l’Unione Europea appunto, che doveva essere il volano di civiltà, economico e travolgente del terzo millennio.

Gli inciuci tra Pdl e Pd che ruotano ancora attorno ad un interdetto e delinquente, non riusciranno a tramortirci a colpi di renziate. Noi, i popoli, uomini e donne liberi, con il nostro voto possiamo cambiare sia il presente sia il futuro, ma specialmente possiamo cambiare la storia.

Lasciamo che i morti seppelliscono i loro morti e guardiamo agli ultimi e ai poveri ai quali è stata promessa l’ultima parola. Noi possiamo essere determinanti. Per questo, io Paolo Farinella, prete voterò e inviterò a votare per «L’Altra Europa con Tsipras», anche impegnandomi nella raccolta delle firme necessarie.